Il punto d’ingresso in Cina per un eCommerce

La penetrazione di Internet in Cina è inferiore a quella degli Stati Uniti, ma il numero di persone che accedono a Internet in Cina è 3 volte superiore al numero di utenti negli Stati Uniti, pari a 772 milioni.

Di questi 772 milioni, 753 milioni utilizzano uno smartphone per collegarsi.

Quindi, che cosa devono sapere le aziende che vogliono avere successo in Cina sul marketing digitale?

I SITI WEB SONO MORTI?

Sicuramente gli ecommerce tradizionali con il loro sito, sono poco funzionali al mercato cinese e asiatico in generale, poiché è molto più diffuso il mobile, (fra parentesi anche qui da noi in occidente le cose stanno cambiando e alcune società pensato di passare solo alla versione in app).

Con l’emergere e la popolarità di WeChat e di altre applicazioni in Cina, questo è un dubbio che bisogna porsi. Gli utenti di WeChat trascorrono ore all’interno dell’applicazione, molto più a lungo delle controparti Occidentali spendono su Facebook.

È dovuto in gran parte alla funzionalità di WeChat, poiché non solo è un’applicazione di messaggistica, ma è possibile giocare, leggere articoli, pagare le bollette…. l’elenco continua. WeChat sta portando l’app verso l’idea dell’ “l’app che fa tutto”.

Attenzione però è necessaria una precisazione, i siti web in Cina sono poco funzionali se si parla di ecommerce, ma nel B2B le cose cambiano.

Infatti quando si parla di affari fra aziende il bisogno di informazioni scritte e dettagliate aumenta considerevolmente.

Inoltre è da notare che anche nel B2C è utile avere un sito “vetrina” che racconti della azienda, la sua storia, la sua missione, queste informazioni rafforzano nella mente degli acquirenti asiatici la fiducia nel brand.

E anche utile ricordare che al contrario di quello che scrivono spesso i giornali in Italia, in Asia siamo POCO conosciuti, ad esempio le vendite del vino che vengono citate spesso come eccellenza italiana, in realtà rappresentano una piccolissima percentuale del vino acquistato dai cinesi, in più, quasi sempre viene acquistato come VINO FRANCESE.

LIVELLI DIVERSI = CONSUMATORI DIVERSI

Generalizzare in Cina non vi porterà da nessuna parte.

Con la crescita dell’economia cinese, le differenze nel comportamento dei consumatori tra le città di primo, secondo e terzo livello sono diventate più pronunciate, questo comporta che il principio della segmentazione/target degli utenti che ripetiamo spesso nei nostri incontri e webinar è particolarmente determinante.

Si può promuovere lo stesso prodotto in città di diversi livelli, MA SI DEVE DISTRIBUIRE I CONTENUTI SU PIATTAFORME DIVERSE A SECONDA DELLA CITTÀ.

Qui si tratta non solo di avere familiarità con le funzionalità dei diversi canali, ma anche di conoscere il vostro target di riferimento e la customer journey che degli acquirenti.

CUSTOMER JOURNEY

Per chi non conosce il termine qui vi lascio una definizione.

Con Customer Journey si intende l’itinerario che il cliente percorre quando instaura una relazione con un’impresa nel tempo e nei diversi “ambienti” di contatto, siano essi offline che online.

Quindi possiamo dire che rappresenta la “storia del legame” cliente-azienda.

Lavorare su tutta la customer journey in Cina è particolarmente importante per una ragione legata alla popolazione (un numero elevato di popolazione, estrema diversità, touch point a cui non siamo abituati).

TOUCH POINT

Uno degli errori classici delle aziende italiane quando entrano nel mercato cinese è fare campagne spot su singoli tuoch point come se i cinesi che usano wechat usassero solo quella.

Oppure campagne che girano solo sui social o altro. No, il modo migliore e meno dispendioso e usare una piattaforma in grado di collegarli tutti e orchestrare delle campagne di contenuto che cambia in base al canale, alla località e al target.

OMNICHANNEL

Un’altra piccola definizione per chi non è avvezzo alla terminologia markettara.

Il marketing omnichannel comporta la capacità di orchestrare in un’unica regia le interazioni del cliente con il brand, automatizzando le interazioni attraverso tutti i canali di contatto disponibili: i negozi online e i negozi fisici (se ci sono), il direct marketing via social, email, sms, app.

Per realizzare una strategia di marketing omnichannel, serve quindi la tecnologia, ma soprattutto un coordinamento interno all’azienda che si fondi su obiettivi condivisi dalle varie divisioni: parte fondamentale di ciò che oggi viene definita come Digital Transformation.

Un altro pezzo del puzzle è l’omnichannel marketing, dovete sapere infatti che non solo la campagna digital gira su internet, ma può essere vista sulle smart tv, oppure su pannelli digitali collocati generalmente in punti di ritrovo, come le stazioni e gli aeroporti e UDITE UDITE NELLE ASCENSORI, si avete capito bene, perché in Cina gli schermi digitali collegabile ad una campagna in programmatic, si trovano anche li, naturalmente parliamo di centri commerciali e similari.

IN CONCLUSIONE

Il mercato cinese (e asiatico) è una grandissima opportunità per le aziende italiane, spesso più dei classici mercati europei e americani, con indici di crescita esplosivi, un esempio:

I prodotti più gettonati I dati sul volume di importazione di prodotti esteri in Cina negli ultimi 5 anni evidenziano una notevole crescita. Tra i prodotti che hanno registrato le variazioni più significative ricordiamo:

  • Opere d’arte e articoli da collezione + 7,1%
  • Prodotti alimentari + 477%
  • Abbigliamento + 209%
  • Gemme, metalli preziosi, monete + 180%
  • Medicinali + 151%
  • Bevande Alcoliche + 175%
  • Pellami + 169%
  • Veicoli + 161%
  • Mobili + 158%
  • Cosmetici + 155%

Possiamo aiutarvi a creare la giusta strategia per aziende di ogni dimensione, non perdete altro tempo cogliete l’occasione al volo.

Vi aspetto!!! http://kahuna.guru/contatti/

AUTORE

Paolo Serra

Appassionato di nuove sfide per far crescere le imprese, con l’obiettivo di contribuire ad aumentarne i ricavi. Si dedica al search engine marketing dal 1999, lavorando con le principali agenzie internazionali. In seguito, allarga le conoscenze al mondo del Programmatic Advertising, diventandone uno dei maggiori esperti italiani, tanto da aver aperto il blog Programmatic RTB, ed è fondatore di Kahuna, è l’unica agenzia indipendente in Italia specializzata nell’uso dei dati per marketing e advertising, con un team manageriale e di consulenza con oltre 30 anni di esperienza cumulata nel Digital. Si stima che entro 3 anni oltre il 90% del digital advertising globale sarà erogato tramite nuove tecnologie: in Italia questa percentuale oggi è del 50% in crescita.

 

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