Le aziende hanno bisogno di un CMO?

Stavo leggendo un articolo di econsultancy.com, che parla di come alcune aziende importanti e “considerate precursori dei tempi” abbiano eliminato la figura del chief marketing officer o più banalmente in Italiano del Direttore Marketing.

Infatti già nel 2017, uno dei brand più riconoscibili al mondo, Coca-Cola ha abbandonato il ruolo di CMO. Da allora, anche altri grandi brand, tra cui Unilever, Johnson & Johnson, Uber, Lyft, Beam Suntory, Taco Bell, Hyatt Hotels, Mars Wrigley, Kimberly-Clark e McDonald’s hanno eliminato i loro CMO.

Una scelta così sembrerebbe insensata visto che le aziende che siano piccole o grandi, iniziano a capire che per VENDERE, RIPETO VENDERE, devono abbandonare il modello “prodotto centrico” ovvero la convinzione che un prodotto buono vende (e non il marketing), per essere poi asfaltati dalla multinazionale di turno.

E allora perché eliminare la figura del Direttore Marketing?

In realtà è un pò di tempo che lo ripetiamo, ne parlavamo già nel 2015 in questo articolo http://www.programmatic-rtb.com/e-un-momento-eccitante-per-essere-data-driven-marketing-e-advertising/.

Cito: “Ormai negli Stati Uniti si parla apertamente che i CMO, Chief Marketing Officer, si trasformeranno in CMTs (CMTO), Chief Marketing Technology Officer, poiché il marketing sta rapidamente diventando una delle funzioni più dipendenti dalla tecnologia nel mondo degli affari. Nel 2012 la società di ricerca e consulenza Gartner prevede che entro il 2017, il Chief Marketing Officer di un’azienda sarà diventato completamente dipendente dalla tecnologia. Questa affermazione, spesso citata, sembra più credibile ogni giorno.”

 

Ora, cosa hanno fatto queste aziende?

Semplicemente hanno dato dei nomi diversi al ruolo di CMTO.

Nel caso di Coca-Cola, ad esempio, l’azienda ha deciso di creare un ruolo diverso, il Chief Growth Officer, che ha lo scopo di “allargare” il suo approccio al marketing. Quando il suo CMO ha lasciato l’azienda, McDonald’s ha scelto di sostituire la sua posizione con due nuove posizioni, un SVP che si occupa del marketing globale e un SVP che si occupa del marketing tecnologico.

Gli altri hanno seguito la medesima strada, creando figure alternative come il CDO “Chief Digital Officer” o similari.

In effetti come dicevamo prima, tutto ha senso: le aziende hanno bisogno di una leadership che comprenda l’uso della tecnologia nel marketing ai massimi livelli più che mai.

In parole povere, la complessità del marketing nell’era digitale ha bisogno di persone che ne comprendano i cambiamenti in atto, poiché in molti casi, è sempre più difficile per i brand trovare una sola persona che abbia le competenze necessarie per gestire tutti gli aspetti della sua attività di marketing.

In altri casi, i brand hanno deciso di creare nuovi ruoli che incorporano attività storicamente sottratte al marketing tradizionale, come le vendite (vedasi commerciali), le pubbliche relazioni, la strategia aziendale e lo sviluppo del prodotto, perché il marketing non può avere successo quando non c’è coordinamento e/o integrazione tra loro.

Non mi credete ancora?

LO SAPEVATE CHE NEI CANALI MEDIA È IN ATTO UNA GRANDE RIVOLUZIONE?

INTERNET: Il programmatic ormai domina il mercato Italiano e mondiale, anche su Google e Facebook, non ha ormai più senso fare campagne display o video in altro modo.

TELEVISIONE: Smart TV è già possibile ora comprare gli spazi pubblicitari tramite piattaforma, ad esempio su Google DV360.

MOBILE: 5G (Video 4k, Video interrativi, Realtà Aumentata).

LA CARTELLONISTICA: è in corso la trasformazione dalla carta allo schermo, già ora si comprano gli spazi nelle stazioni e negli aeroporti tramite piattaforma, ma Clear Channel ha comunicato pochi giorni fa l’intenzione di attivare lo stesso servizio per le pensiline degli autobus nei prossimi mesi.

STAMPA: Time Inc. che pubblica People, Time, Sports Illustrated ha messo in vendita i propri spazi pubblicitari in programmatic su una piattaforma.

I VOLANTINI: Sapete cos’è il DRIVE TO STORE?

IL CATALOGO CARTACEO: Quanti li consultano ormai? Esiste la DCO (dynamic creative optimization).

RADIO: Nel gennaio 2019 si è passati dal FM, a DAB+ anche se non ve ne siete accorti. Cosa significa? Streaming satellitare, in pratica la radio di casa o l’auto radio non riceve più “onde”, ma è collegata a internet come un normale pc, con tutto quello che ne consegue in termini di possibilità di advertising.

INFLUENCER: Riesci a trovare quelli giusti? I follower sono reali? Convertono? Meglio Micro o Macro.

Mancano giusto i cinema, poi potrai comprare tutto direttamente, senza bisogno del vostro centro media (non diteglielo se no si sparano).

Allora cosa vi manca per essere marketing oriented? Contattarci è ovvio, per i nostri corsi di formazione o per la nostra consulenza.

Vi aspetto!!!

Se volete saperne di più, non vi resta che contattarci.

AUTORE

Paolo Serra

Appassionato di nuove sfide per far crescere le imprese, con l’obiettivo di contribuire ad aumentarne i ricavi. Si dedica al search engine marketing dal 1999, lavorando con le principali agenzie internazionali. In seguito, allarga le conoscenze al mondo del Programmatic Advertising, diventandone uno dei maggiori esperti italiani, tanto da aver aperto il blog Programmatic RTB, ed è fondatore di Kahuna, è l’unica agenzia indipendente in Italia specializzata nell’uso dei dati per marketing e advertising, con un team manageriale e di consulenza con oltre 30 anni di esperienza cumulata nel Digital. Si stima che entro 3 anni oltre il 90% del digital advertising globale sarà erogato tramite nuove tecnologie: in Italia questa percentuale oggi è del 50% in crescita.

 

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