Oggi la parola d’ordine è Cross-Device

Paolo-Serra

In un passato non troppo lontano era normale ritenere che l’annuncio che aveva portato alla conversione fosse stato visto nello stesso browser dove era stato pubblicato il lead o effettuato l’acquisto. Oggi, invece, la maggior parte dei consumatori utilizza con regolarità più dispositivi, un fatto che annulla questo presupposto ormai obsoleto. Una ricerca rilasciata poco tempo fa da Google indica, infatti, che il 90% dei consumatori compie attività online (per esempio ricerca e shopping) utilizzando più dispositivi, suggerendo come ormai tantissime conversioni si verifichino come risultato di campagne pubblicitarie pianificate su dispositivi diversi.
Immaginate un consumatore che fa clic su un annuncio su un dispositivo, magari mentre torna a casa dall’ufficio sul proprio smartphone, successivamente mostra al partner il prodotto,  un viaggio scelto o quello che preferite, mentre sono a cena, magari sul tavolo con un tablet, e più tardi effettua l’acquisto utilizzando il pc di casa. Alcuni sistemi esistenti sono abbastanza intelligenti da attribuire questa vendita al messaggio selezionato inizialmente.
Poiché gli inserzionisti basano le loro decisioni su come e dove spendere a partire dai dati di conversione, l’esatta attribuzione è fondamentale: per farla è necessario poter seguire il viaggio del cliente su più dispositivi.
In passato, e purtroppo per la maggior parte delle campagne ancora adesso, gli inserzionisti calcolavano le conversioni solo se verificate nello stesso browser,  sullo stesso dispositivo. Tuttavia, se la conversione avviene su un dispositivo diverso, l’inserzionista non aveva modo di poter collegare i due eventi.
Il risultato porta inevitabilmente a grossi errori di calcolo della campagna pubblicitaria e a un ROI completamente sballato.

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Author: admin

Comments (1)

  1. admin scrive:

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